il Miramondo

Fosco Maraini

Sessanta anni di fotografia


Palazzo Einaudi

Piazza d’Armi, 6 - Chivasso (To)

info:0119103591


17 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010


Antropologo, orientalista, scrittore, fotografo, Fosco Maraini ha raccolto nel corso dei suoi lunghi viaggi un’eccezionale documentazione visiva, dal Tibet degli anni Trenta al Meridione italiano degli anni Cinquanta, dal Karakorum e dall’Hindu-Kush al Giappone, dall’Asia minore a quella maggiore. Il Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze ha promosso e dedicato a Fosco Maraini la più vasta mostra antologica della sua produzione fotografica, così da rendere accessibile al grande pubblico lo straordinario repertorio di

immagini offerte dallo sguardo di Maraini sull’uomo e sul mondo, ospitata fino al 24 gennaio 2010 presso il Museo Clizia di Chivasso. La Fondazione Novecento, con il contributo e in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura dellaCittà di Chivasso, organizza questo appuntamento di grande rilievo sia dal punto di vista fotografico che per gli aspetti antropologici e di costume. Centoquarantaquattro immagini in bianco e nero presentano lo

sguardo di Maraini sull’uomo e sul mondo in un gioco di accostamenti, da lui stesso ideati, di situazioni umane e ambientali in latitudini e longitudini assai

diverse. Ne deriva, oltre un’inedita e ‘autografa’ presentazione della sua opera, un’originalissima visione dell’uomo e della natura, tale da indurre scoperte e sorprendenti riflessioni sul nostro pianeta e sull’universo.

La selezione, curata da Fosco Maraini con la collaborazione di Cosimo Chiarelli, percorre alcuni «universi tematici»: Paradossi, sorprese, allegrie -

Luoghi, climi, orizzonti - Volti, gesti, profili - Strade, incontri, occasioni - Fedi, riti, speranze.


Fotografie di Fosco Maraini

Proprietà Gabinetto Vieusseux

© Archivi Alinari 

 

Selezione, curata da Fosco Maraini con la collaborazione di Cosimo Chiarelli



FOSCO MARAINI

1912 Fosco Maraini nasce a Firenze il 15 novembre da Antonio Maraini, noto artista e scultore, e daYoi Crosse, scrittrice di famiglia inglese. Inizia precocemente la sua attività fotografica in area futurista e nel 1930,

a soli 18 anni, espone le sue prime opere alla Mostra Nazionale di Fotografia Futurista, segnalandosi per una ricerca formale decisamente originale.


1934 Si imbarca come insegnante di inglese dei cadetti dell’Accademia Navale di Livorno sulla nave scuola “Amerigo Vespucci”. Ha così modo di visitare la Grecia, il Libano, la Siria e la Turchia.


1935 Sposa Topazia Alliata, di antica famiglia siciliana, dal matrimonio con la quale nasceranno le tre figlie Dacia (1936), Yuki (1939) e Toni (1941).


1937 I suoi interessi naturalistici e la passione per la montagna lo portano a seguire come fotografo l'orientalista Giuseppe Tucci in una spedizione in Tibet. In questa occasione la fotografia di Maraini si arricchisce e matura, riuscendo a coniugare la ricerca della forma con l’immediatezza dell’oggetto fotografato, sia esso una persona, una cerimonia religiosa o soltanto una nuvola. L’esperienza in Tibet convince Maraini a dedicarsi alla ricerca etnologica e allo studio delle civiltà

orientali. Tornato in Italia, conclude i suoi studi, laureandosi nello stesso anno in Scienze Naturali all’Università di Firenze.


1939 Grazie ad una borsa di studio del Governo giapponese, Maraini si trasferisce con la famiglia a Sapporo, nell’isola di Hokkaido, per compiere ricerche antropologiche sulla cultura e le tradizioni degli Ainu, una popolazione già allora in via di estinzione, della quale Maraini diverrà negli anni uno dei massimi esperti.

Nel suo soggiorno giapponese Maraini ha anche il modo di avvicinarsi all’opera di Hokusai (1760- 1849), maestro dell’ukiyoe, del quale si dichiarerà, nel suo fotografare, spiritualmente discepolo.


1942-1945 Durante gli anni della guerra ricopre l’incarico di lettore di lingua italiana all’Università di Tokyo. Ma dopo l’8 settembre 1943, rifiutandosi di aderire alla Repubblica di Salò, Maraini viene internato, insieme alla famiglia, in un campo di concentramento a Nagoya, dove rimane fino al15 agosto 1945.


1946-1952 Il ritorno in Italia, in un paese ferito profondamente dagli avvenimenti bellici, segna l’inizio di una fase nuova nel lavoro fotografico di Maraini, che si

caratterizza sempre più per una documentazione di straordinaria obiettività e allo stesso tempo vivamente partecipata. A questa fase appartiene la collaborazione

con il gruppo fotografico “La Bussola”, ma soprattutto è di questi anni, dal 1948 ai primi anni ’50, lo straordinario reportage sull’Italia meridionale che, commissionato dall’editore De Donato, avrebbe dovuto essere pubblicato con il titolo Nostro Sud,e che per vari motivi tuttavia è rimasto ancora oggi in gran parte inedito. Sempre di questi anni è l’impegnativo censimento fotografico dei mosaici normanni di Sicilia realizzato per conto dell’istituto statunitense di Dunbarton Oaks.


1948 Partecipa a una seconda spedizione tibetana con Giuseppe Tucci, a seguito della quale pubblica Segreto Tibet (1951) che, tradotto in dodici lingue, porterà la figura di Maraini all’attenzione del pubblico internazionale.


1953-1954 Maraini ritorna in Giappone dove gira una serie di documentari etnografici e raccoglie materiali per alcuni dei suoi libri pubblicati negli anni seguenti: Ore giapponesi (1957), L’Isola delle Pescatrici (1969), Japan. Patterns of Continuity (1971).


1958-1959 Viene invitato dal Club Alpino Italiano a partecipare alla spedizione nazionale al Gasherbrum IV (7980 m) nel Karakorum, e l’anno seguente è a capo

della spedizione italiana al Picco Saraghrar nell’Hindu-Kush. Il resoconto alpinistico ed etnografico di queste spedizioni costituisce l’argomento dei due

volumi G4-Karakorum, del 1959, e Paropàmiso, del 1960, che vengono ambedue tradotti in più lingue.


1959-1964 Ricopre l’incarico di fellow presso il St. Antony’s College di Oxford (Dipartimento di Civiltà dell'Estremo Oriente), alternando l’attività didattica con altre per manenze in Oriente, in particolare per un lungo viaggio attraverso l’Asia, toccando l’India, il Nepal, la Tailandia, la Cambogia, il Giappone e la Corea.


1966-1970 Di nuovo in Giappone Maraini lavora per una importante casa editrice e in occasione dell’Esposizione Universale di Osaka del 1970 viene nominato

direttore delle pubbliche relazioni al Padiglione Italia. Lo stesso anno sposa in seconde nozze Mieko Namiki.


1972-1983 A Firenze gli viene assegnata la Cattedra di Lingua e Letteratura Giapponese presso la Facoltà di Magistero dell’Università, incarico che lascerà

nel 1983 per raggiunti limiti di età. Nel 1972 fonda l’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi (AISTUGIA).


1986 Viene insignito dal Governo giapponese della Stella dell’Ordine del Sol Levante e riceve il gran premio annuale della Japan Foundation.


1992 Riceve la laurea honoris causa dall’Università di Siena.


1994 Pubblica la Gnosi delle Fànfole, e l’anno seguente Il Nuvolario, scritti a partire dagli anni ’50 come puro divertissement in un chimerico linguaggio

“metasemantico”.


1998 Gli viene assegnato il Premio Nonino.


1999 Esce per i tipi di Mondadori l’autobiografia romanzataCase, amori, universi.


2004 Muore a Firenze.



L’Archivio Fotografico di Maraini (più di 70.000 fotografie)

e la sua Biblioteca Orientale (8.500 volumi) sono oggi conservati

presso il Centro Romantico del Gabinetto Scientifico

Letterario G.P. Vieusseux, dove costituiscono la base

del centro di iniziative e ricerche Vieusseux-Asia, mentre il

suo archivio personale è stato depositato dalle eredi presso

l’Archivio Contemporaneo del Gabinetto Vieusseux.